sabato 6 giugno 2009

Quel che c'e' sotto

Qualche notizia e curiosità su un tema, per nulla serio, ma a me molto caro.
L'abbigliamento intimo, o ode alla lingerie.
La nascita dell'abbigliamento intimo si fa risalire all'antico Egitto, quando la nobiltà femminile inizia ad indossare delle tuniche a diretto contatto con la pelle.
Le tuniche, poi diventate camicie vengono indossate anche dalle donne greche, e non sono altro che delle vesti di lino che arrivano fino ai piedi.
Nel periodo romano, oltre alla tunica, compaiono altri indumenti intimi.
Primi tra tutti gli antenati dei reggiseni, i mamillari, delle fascie di cuoio che appiattiscono il seno, poi i cestus, delle guaine che stringono la vita, ma anche le mutandae (da mutare) il cui nome stava ad indicare il frequente lavaggio a cui erano sottoposte.
Già nei primi capi di abbigliamento intimo della storia, si nota la principale funzione che ebbero nel corso dei secoli e che si portarono dietro fin tutto l'ottocento:
nascondere, comprimere ed appiattire le forme.
Per la loro natura gli indumenti intimi hanno sempre rappresentato nella storia qualcosa da celare e da non nominare e per questo furono relegati per tanti anni alla sola sfera privata.
La biancheria nel senso moderno del termine, era ancora sconosciuta nel Medioevo, ma c'è ugualmente una tendenza presso le famiglie nobili ad indossare capi più fini sotto gli abiti, per separarli dal diretto contatto con la pelle.
Nel Medioevo nascono anche le prime calze, in concomitanza con la lavorazione della seta, ma a portarle erano esclusivamente gli uomini.
Nel Rinascimento le camicie diventano gli indumenti intimi per eccellenza, indossate da uomini e donne indistintamente, così come i mutandoni o brachesse, lunghe fin sotto al ginocchio e volute dalle autorità per una questione di pubblico decoro.
Nel rinascimento si vedono anche le prime giarrettiere, dei laccetti che stringevano le calze sulle gambe.
Il Seicento vede lo sviluppo del corsetto o busto, una specie di guaina che avvolge il corpo della donna da sotto il seno fino al ventre.
Nel Settecento compaiono il paniere (la gabbia di cerchi di vimini posta intorno alla vita), il guardifante (che serve per esaltare la parte posteriore del corpo) ma soprattutto c'è lo sviluppo delle sottogonne usate una sopra l'altra anch'esse per gonfiare le gonne.
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L'Ottocento è il secolo del busto, esso diviene l'indumento intimo per eccellenza, e tra le donne dell'epoca impazza la moda del "vitino da vespa".
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La vita così si stringe fino all'inverosimile, il corsetto viene indossato sopra le camicie e chiuso dietro da nastri o gancetti e le stecche di balena provvedono a comprimere e a dare forma alla vita.
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La storia della biancheria intima è parallela a quella della liberazione femminile, segna il passaggio dalla condizione sociale di costrizione a quella di libertà.
Il busto con le stecche di balena, gli stringi-seno, i mutandoni e le giarrettiere che segavano le gambe, quell'insieme di nodi ganci e bottoni, erano tutti elementi che sottileavano la schiavitù, l'impaccio e la difficoltà di movimento.
In questo senso il Novecento è stato un secolo rivoluzionario, un secolo di liberazione, un secolo che ha visto numerosi stravolgimenti nel mondo dell'intimo donna, dovuti anche all'industrializzazione e alla scoperta di nuovi materiali.
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Per questo una grande rivoluzione nel considerare l'abbigliamento intimo come una parte fondamentale della moda, non solo per utilità ma anche come vezzo, la si deve attribuire ai francesi.
Il termine francese lingerie deriva da "linge" che significa "di lino".
Fereol Dedieu nel 1876 inventa il reggicalze: un oggetto che “forma con il basso ventre, i fianchi e le cosce un quadro di bellezza, o un obiettivo, come si preferisce”.
Nel 1914 compaiono i primi reggiseni, l'intimo abbandona le pesantazze di tessuti coprenti e scopre trasparenze e tessuti leggeri.
Negli anni '30 l'indumento intimo più utilizzato è la sottoveste.
I mutandoni si accorciano sempre più e nascono i primi slip.
Con l'invenzione del rayon prima e del nylon dopo, le calze diventano un'accessorio insostituibile per ogni donna; si sviluppano così anche le giarrettiere.
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Le seconda guerra mondiale segna uno stop nello sviluppo dell'intimo e l'inizio di un periodo buio di forte crisi economica.
La produzione dei collant viene fermata e alcune donne arrivano addirittura a disegnarsi sulle gambe la cucitura posteriore che li caratterizzava.
Gli anni '50 segnano la rinascita dell'intimo donna.
I tessuti calano di prezzo, gli indumenti intimi sono alla portata di tutti, l'intimo diventa di massa.
Si assiste al ritorno della lingerie cosiddetta "scomoda", bustini e guepiere in testa, ma questa volta è solo per intento seduttivo ed esibizionista.
La vita si assottiglia ancora una volta per mettere in evidenza i seni prosperosi. E' la moda delle pin-up, di cui Betty Page è portabandiera.
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Nei primi anni '60 l'intimo conosce il suo periodo di massimo splendore: mostrato e pubblicizzato dalle dive del cinema, diventa un fenomeno di costume.
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Verso la fine degli anni '60, le forti tensioni sociali che caratterizzano questo periodo e che portano verso l'emancipazione femminile, finiscono per influenzare anche il modo di intendere l'abbigliamento intimo.
Per tutti gli anni '70 le parole d'ordine saranno comodità e sobrietà, i capi di biancheria dovranno rispondere a precise esigenze di libertà e confort.
Gli indumenti intimi principali saranno quidi reggiseni elasticizzati, panty sempre elasticizzati e collant da portare con le minigonne.
Gli anni '80 segnano un nuovo boom per l'intimo femminile.
Dopo la sobrietà degli anni '70 è l'ora di riscoprire l'intimo come arma di seduzione.
Pizzi e ricami, voile e tulle, giarrettiere, reggicalze e guepiere, è l'esplosione della lingerie sexy in tutte le sue espressioni.
Grazie a Kim Basinger la sottoveste scopre una seconda giovinezza, diventa un indumento sexy e provocante e accorciandosi sempre più arriverà fino ai giorni nostri.
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I reggiseni sono l'emblema degli anni '90.
Il reggiseno, il capo intimo più complesso nella sua struttura, vede un'evoluzione straordinaria in questo periodo, nascono tantissimi modelli diversi per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza.
E' l'epoca del Wonderbra, il reggiseno push up che evidenzia il seno spingendolo verso l'alto, lanciato dalla modella Eva Herzigova in una efficace campagna pubblicitaria.
Negli ultimi anni l'intimo donna ha continuato la sua evoluzione.
Ora l'intimo fa mostra di sè e appare dai vestiti, i più grandi stilisti creano intere collezioni e lo fanno sfilare in passerella come un qualsiasi capo di abbigliamento.
Personalmente trovo che la passione per lingerie e per le calze (siano esse collants,autoreggenti o da reggicalze) sia un fenomeno in crescita soprattutto tra le donne che amano sedurre prima di tutto loro stesse.
Un intimo sexy e ricercato fa sentire sicure di sè e, di conseguenza, fa apparire piu' seduttive.
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Come non rimanere affascinate, ad esempio, dall'intimo raffinato e vezzoso di Fifi Chachnil e Chantal Thomass, due stiliste francesi che hanno saputo unire alla ricerca di bellissimi pizzi e merletti la malizia di una linea davvero intringante.
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2 commenti:

  1. Wow, bel post! L'intimo racconta bene il progresso della donna attraverso le epoche! Se sono contenta di non dover mettere un corsetto ogni mattina, sono pure contenta di avere più scelta che negli anni 70.
    Belle queste marche francesi, vero? Moderne e retro insieme...

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